I CADUTI: Bruno Jory (Russo)

Una serie di articoli raccoglie, per ogni partigiano caduto, i documenti e i materiali prodotti dagli alunni nell’ambito del progetto “La Memoria Salvata”.

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La lapide si trova a Pont Saint Martin, in via Caduti del Lavoro.

MI CHIAMO BRUNO JORY ….. (racconto “in prima persona” utilizzato nell’evento- spettacolo del 22 aprile 2016)

“Mi chiamo Bruno Jory, nome di battaglia Russo, sono nato il 25 novembre 1925 a Pont-Saint-Martin. Durante la Resistenza facevo parte della 112a Brigata Garibaldi, di stanza al Maletto e alle Trovinasse. Il 27 aprile 1945 noi garibaldini eravamo scesi a Carema e a Borgofranco. Quella mattina mi diressi con dei compagni verso la stazione di Pont-Saint-Martin e, appena giunti sul posto, ci sparpagliammo e cominciammo a sparare contro i nostri nemici Tedeschi che si trovavano all’interno dell’Albergo Dora e nella villa Clerin. Sparammo per ore, senza sosta; il fuoco era fortissimo. La 112a , poi, dovette ritirarsi verso i Prati Nuovi. Nel pomeriggio, i miei compagni e io tornammo all’attacco, più determinati che mai. Ci dirigemmo nuovamente verso la Stazione costeggiando la ferrovia dal casello fino alla piazza. I ragazzi di un’altra brigata erano appostati presso la Torre di Pramotton e anche loro sparavano verso la piazza. C’erano dei binari morti e sull’ultimo di questi, che si trovava vicino al muro della casa dei Neyvoz, alcuni vagoni. Io e altri partigiani cercammo di nasconderci, perché nessuno ci colpisse dalla parte della piazza. Uno dei miei compagni mi gridò più volte: «Abbassati! Abbassati!» ma, preso dalla foga del combattimento, non lo feci e venni colpito mortalmente. Avevo 19 anni.”

TESTO PANNELLO
La 112a Brigata Garibaldi, di stanza al Maletto e alle Trovinasse, era già scesa a Carema e a Borgofranco. La mattina del 27 aprile 1945 si diresse pian piano verso la Stazione di Pont-Saint-Martin, dove, una volta arrivati, si sparpagliò e incominciò a sparare contro i Tedeschi che si trovavano nell’Albergo Dora e nella villa Clerin.

AAA Jcon testiIl fuoco era fortissimo e si sparò per ore, poi la 112a dovette ritirarsi verso i Prati Nuovi. Nel pomeriggio, tornò all’attacco verso la Stazione, costeggiando la ferrovia dal casello verso la piazza della Stazione. C’erano i binari morti. Sull’ultimo binario, contro il muro della casa dei Neyvoz, c’erano alcuni vagoni e Jory, insieme ad altri compagni, cercarono di nascondersi, perché nessuno li colpisse dalla parte della piazza.

Uno dei compagni gli gridò più volte: «Abbassati! Abbassati!» ma lui non si abbassò e venne colpito all’addome. Cadde. I compagni proseguirono. Si sparsero nei dintorni e continuarono sempre a sparare.

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